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Storia di Ercolano
Ercolano nasce come piccolo centro costiero e finisce sotto venti metri di materiale vulcanico in poche ore. In mezzo ci sono sette secoli di storia che spiegano cosa vedi oggi negli scavi.
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Le origini
La tradizione antica attribuiva la fondazione a Ercole, di ritorno dalla Spagna: da qui il nome Herculaneum. Le tracce archeologiche indicano invece un insediamento osco poi influenzato da Greci ed Etruschi, con l'impianto urbano regolare a insulae che si riconosce ancora oggi.
Nell'89 a.C., durante la guerra sociale, la città entra nell'orbita romana come municipium. Diventa un luogo residenziale affacciato sul mare, più piccolo e più ricco di Pompei, con ville sulla scogliera e un porto commerciale modesto.
La città romana
- Popolazione stimata: circa 4.000 abitanti
- Impianto ortogonale con tre decumani e cinque cardini
- Case patrizie affacciate sul mare, come la Casa dei Cervi e la Casa dell'Albergo
- Terme pubbliche maschili e femminili separate, con impianto di riscaldamento a ipocausto
- Botteghe, thermopolia e una palestra con natatio
Il terremoto del 62 d.C.
Diciassette anni prima dell'eruzione, un forte terremoto danneggia l'intera area vesuviana. A Ercolano molti edifici sono ancora in restauro nel 79: ponteggi, muri rifatti e decorazioni incompiute sono documentati dallo scavo.
L'eruzione del 79 d.C.
Ercolano si trovava sul versante occidentale del Vesuvio, sopravvento rispetto alla colonna eruttiva: quasi nessun lapillo cadde sulla città. Nella notte arrivarono invece i flussi piroclastici, correnti di gas e materiale a diverse centinaia di gradi che uccisero istantaneamente chi era rimasto e sigillarono tutto.
Il calore intenso e l'assenza di ossigeno carbonizzarono il legno anziché distruggerlo. È il motivo per cui a Ercolano sopravvivono travi, porte, mobili, una culla e persino documenti su tavolette cerate.
I fornici della spiaggia
Per secoli si è creduto che gli abitanti fossero fuggiti tutti. Gli scavi degli anni Ottanta del Novecento hanno restituito oltre trecento scheletri ammassati nei fornici sull'antica spiaggia: persone in attesa di imbarcarsi, sorprese dal primo flusso.

La riscoperta
- 11709: un pozzo intercetta il teatro; iniziano gli scavi in galleria.
- 21738: Carlo di Borbone avvia lo scavo sistematico attraverso cunicoli.
- 31750–1765: viene esplorata la Villa dei Papiri, con la biblioteca di rotoli carbonizzati e centinaia di bronzi.
- 41828 e 1869: primi scavi a cielo aperto.
- 51927–1961: campagna di Amedeo Maiuri, che porta alla luce l'attuale area visitabile.
- 61997: iscrizione nella lista del patrimonio mondiale UNESCO insieme a Pompei e Torre Annunziata.
La Villa dei Papiri
Fuori dal perimetro urbano, la villa restituì l'unica biblioteca dell'antichità classica giunta fino a noi: circa 1.800 rotoli carbonizzati, oggi in gran parte alla Biblioteca Nazionale di Napoli e oggetto di letture con tecniche digitali. Le sculture in bronzo sono al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Domande frequenti
Quanti abitanti aveva Ercolano?
Le stime archeologiche parlano di circa 4.000 persone, contro le oltre 10.000 di Pompei.
Perché il legno si è conservato?
I flussi piroclastici carbonizzarono il materiale organico in assenza di ossigeno, invece di bruciarlo.
Quando fu riscoperta?
Nel 1709 per caso, con lo scavo di un pozzo; gli scavi sistematici iniziarono nel 1738.
Cos'è la Villa dei Papiri?
Una grande villa suburbana che conteneva una biblioteca di circa 1.800 rotoli carbonizzati e una notevole collezione di bronzi.
Ercolano è patrimonio UNESCO?
Sì, dal 1997, insieme alle aree archeologiche di Pompei e Torre Annunziata.
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Aggiornato il 2026-08-04 · Fonte ufficiale